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Badajoz
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mwfaBadajoz (in mwfqestremegno mwfgBadajós) è un mwfwcomune spagnolo di mwga150 702 abitanti (dato mwgq2019 fornito dall'mwggINEcite-ref-1[1]) situato nella mwhwcomunità autonoma dell'mwiaEstremadura.
Nel mwig1996 il territorio comunale venne suddiviso e parte di esso divenne il nuovo comune di mwiwValdelacalzada; analogamente nel mwja2001 nacque mwjqPueblonuevo del Guadiana e nel mwjg2012 mwjwGuadiana.
È una potente mwkqpiazzaforte a 6 mwkgkm dal confine col mwkwPortogallo sulla riva sinistra della mwlaGuadiana.
È sede vescovile e universitaria. È città natale del maggior pittore spagnolo del mwlgRinascimento mwlwLuis de Morales (1509-1586) detto "El Divino", del pittore Adelardo Covarsí (1885-1951), del pittore Eugenio Hermoso, del pittore Antonio Vaquero Poblador (1933-2004) direttore e professore della Scuola di Belle Arti "Covarsí" di Badajoz, e del cantante di mwnaflamenco di origine gitana José Salazar Molina (1924-1977) conosciuto con il nome d'arte di Porrina de Badajoz.
Contents
• Storia
• Dintorni
• Economia
• Feste
• Sport
• Note
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Storia
I resti archeologici raccolti testimoniano la presenza nella zona di insediamenti umani nel periodo mwoqpaleolitico superiore; negli anni fra 138 e mwog25 a.C. in cui è certa la presenza dei mwowRomani in Estremadura non vi è però alcun riferimento a Badajoz, anche se alcuni ricercatori storici parlano di un insediamento romano mwpaBathalios nel posto dove sorge oggi Badajoz, ma questa ipotesi manca di qualche riferimento oggettivo e si ritiene che questa città romana vada identificata con la portoghese mwpqBeja.
Anche sulla presenza dei mwpwVisigoti mancano prove certe sebbene alcuni parlino di un vescovo visigoto di nome mwqaHermenegildo che avrebbe potuto risiedere in un borgo riferibile a Badajos, in effetti la diocesi si ebbe a Badajoz solo dopo la fondazione della città araba. È invece certa e documentata la fondazione della città araba di Badajoz nell'mwqq875 da parte di mwqgʿAbd al-Rahmān ibn Marwān e la città rimase in mano ai musulmani per circa 400 anni. Marwān, che era uno spagnolo rinnegato, audace guerriero e personaggio leggendario, esiliato da mwqwMerida e malvisto da mwraCordova, fece di Badajoz il suo rifugio e la sua fortezza. Dal mwrq976 fino alla sua morte nel mwrg1022 governò la città sotto l'autorità del mwrwCaliffato di Cordova lo schiavo mwsaslavo liberato Sabur al-Khatib, uomo molto saggio, colto, soldato valoroso, protettore delle arti e delle lettere. La sua dipendenza da Cordova fu più formale che reale, specialmente fra il mwsg1016 e il 1022 quando i rapporti con Cordova furono praticamente rotti. Grazie al suo buon governo Badajoz si consolidò divenendo un importante centro della mwswSpagna islamica. Alla sua morte nel 1022 Sabur affidò per testamento i suoi figli alle cure del suo amico ʿAbd Allāh b. al-Aftas, fondatore della dinastia degli mwtqAftasidi, che non perse tempo e si autoproclamò mwtgemiro della mwtwTa'ifa di Badajoz. Fra il 1146 e il 1212 la città fu dominata dagli mwuaAlmoravidi e poi fino al 1230 dagli mwuqAlmohadi; fu questo un periodo di sofferenza per la popolazione perché questi governanti mwugBerberi si dimostrarono religiosi intolleranti e instaurarono un duro regime militare poiché la città venne assediata dai cristiani mwuwPortoghesi guidati da Geraldo Geraldes (meglio noto come mwvqGeraldo sem Pavor, lett. mwvgGeraldo senza paura), figura semileggendaria della mwvwReconquista portoghese. La campagna del 1169 condotta da mwwaAlfonso I del Portogallo a supporto di Geraldo si sarebbe tuttavia conclusa con un disastro per le forze portoghesi, che vennero sconfitte pesantemente dalle forze congiunte degli almohadi e del regno di León. Solamente nel 1230 Badajoz venne conquistata delle truppe cristiane di mwwqAlfonso IX, che entrarono nella città abbandonata dai difensori il 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, il quale in ricordo di questo avvenimento fu scelto come patrono di Badajoz. Durante il regno di mwwgAlfonso X, tra il 1258 ed il 1284, venne dato nuovo impulso alla città alla quale il re concesse il titolo di mwwwmuy noble y muy leal Ciudad con i relativi privilegi che il riconoscimento comportava e favorì la costruzione della cattedrale. Le scaramucce con le vicine città portoghesi, le guerre fra mwxaCastiglia e Portogallo, che inevitabilmente coinvolsero Badajoz città di confine, e le epidemie di peste nera la misero poi in crisi: nel 1370 risulta che la città era semidistrutta e disabitata, le case danneggiate e il castello abbandonato. La città comunque resisté anche se Castiglia e Portogallo continuarono con frequenza a farsi la guerra, che si placò col matrimonio fra il re mwxqGiovanni I di Castiglia e l'mwxginfanta del Portogallo Beatrice il 1º maggio 1383 con grandi festeggiamenti e alla presenza del re armeno Leon V. Nel 1485 il vescovo Fray Pedro fondò lmwya'mwyqHospital de Nuestra Señora de la Pietad primo ospedale della città per le cure dei poveri e degli ammalati di peste. L'Ospedale attuale denominato mwygHospital de San Sebastian venne fondato nel 1609, dopo che la città era stata colpita nel 1506 e 1599 da due gravi epidemie di peste nera.
Dal 12 al 16 ottobre del 1705 la città subì un fortissimo bombardamento dalle truppe anglo-portoghesi che danneggiò gravemente la città. Il giorno mwza11 marzo 1811 le truppe francesi di mwzqNapoleone conquistarono Badajoz e la occuparono.
Nell'ultimo quarto del mwzwXIX secolo la città prese l'iniziativa di rivoltarsi contro il regime di mwaaMadrid e nel 1883 proclamò la Repubblica, nella speranza di riproporre e consolidare l'effimera mwaqprima repubblica spagnola che era durata solo un anno, dal 1873 al 1874, ma le città che dovevano essere coinvolte non la seguirono e il tentativo fallì costringendo i promotori a fuggire in Portogallo.
Durante la mwawGuerra civile spagnola (1936-1939), Badajoz che era un caposaldo repubblicano, fu coinvolta in una feroce battaglia che durò 28 giorni terminata il 14 agosto 1936. Con la conquista di Badajoz da parte delle truppe di mwbaFrancisco Franco comandate nel settore dal generale Juan Yague, si assistette a una tragica repressione dei difensori della città e dei civili in genere. mwbg2 000 persone vennero infatti portate all'interno della Plaza de Toro e qui brutalmente massacrate in quello che venne ricordato come il mwbwmacello di Badajoz.
Monumenti e luoghi d'interesse
La mwdgmwdwCatedral de San Juan, mweagotica eretta fra il 1232 e il 1284 è un massiccio edificio con facciata e mweqabside mwegrinascimentali, una forte torre, un mwewchiostro del mwfaXVI secolo decorato con mwfqmwfgazulejos e, all'interno, diverse opere d'arte interessanti. Nella sala del Capitolo c'è il Museo diocesano con oggetti d'arte sacra e diversi quadri di Luis de Morales.
La mwgaPuerta de las Palmas, eretta da mwgqFilippo II nel mwgg1551, ha due torrioni cilindrici a merlatura araba che servirono da prigioni reali per i rei dei delitti più gravi.
Il mwhaPonte sulla Guadiana che s'imbocca subito dopo la porta è lungo 582 metri, ha 32 archi e fu costruito nel 1596 su progetto del famoso architetto mwhqJuan de Herrera (1530-1596).
L'mwhwAlcazaba è l'antica fortezza posta in posizione elevata sulla città araba di cui restano la grande porta detta mwiqdel Capitel, una torre poderosa con campana detta popolarmente mwigEspantaperros (spaventacani) e parti di mura con bastioni di rinforzo; è circondata da giardini ed è il monumento rappresentativo della città.
Il mwjaMuseo Arqueologico ha sede nei giardini dell'Alcazaba in un'antica mwjqmoschea detta mwjgLa Galera, che utilizza colonne romane e capitelli visigoti e contiene reperti preistorici, romani, e materiali visigoti e arabi.
Numerosi sono i conventi con chiese o cappelle: delle "Adoratrici" con una piccola chiesa del XVI secolo, delle carmelitane del mwkaXVIII, delle mwkqDescalzas moderno del 1919, mwkgde Santa Ana del 1512.
Il mwlaMuseo de Bellas Artes è in un edificio nuovo del 1970 e raccoglie opere di pittura e scultura di artisti estremegni dei secoli mwlqXIX-mwlgXX. Per ingentilire la città, che risulta molto austera, si è provveduto a dotarla di monumenti e fontane monumentali: il monumento dedicato al pittore Adelardo Covarsi che rappresenta una scena di caccia, la fontana della Vittoria rappresentata mentre alza verso l'alto una spada poggiando su una base di mwlwgranito a forma di prua di nave, la statua di Porrino da Badajoz, la fontana mwmaLa Ciudad y el rio (la città e il fiume) con statue bronzee.
Il quartiere di mwmgValdepasillas è conosciuto come uno dei luoghi di divertimento dei cittadini.
Dintorni
A mwnq24 km mwngOlivenza, cittadina portoghese fino al 1801, con un possente castello del 1306, le chiese della mwnwMagdalena e di mwoaSanta Maria del castillo rinascimentali, lmwoq'mwogHospital de la caritad del mwowQuattrocento.
A mwpq19 km in territorio portoghese mwpgElvas poderoso complesso difensivo costituito da una serie di fortificazioni che chiude la cittadina vivace e centro di commerci.
A mwqa20 km sul confine con la Spagna Campos Mayor antico borgo con una cinta muraria in parte conservata risalente al mwqqXVIII secolo su fortificazioni precedenti arabe ricostruite nel mwqgXII secolo.
A mwra2 km mwrqAlburquerque, cittadina sulla sommità della Sierra del mwrgPuerto de Centinela sulla frontiera portoghese con l'abitato completamente chiuso da mura del mwrwXIII secolo sovrastate da un grande maschio merlato chiuso a sua volta da una cerchia di mura che contengono anche una chiesa romanica in rovina.
Economia
Feste
Come in tutte le città spagnole anche a Badajoz si organizzano con cura le feste patronali e quelle della mwtamwtqSemana Santa che non si discostano da quelle delle altre città. La mwtgdomenica delle Palme vengono adornati balconi e finestre di rami di palme che vengono poi lasciate fino a consumazione. Dal lunedì fino al mwtwVenerdì Santo ogni giorno si hanno folcloristiche processioni dei vari quartieri precedute dai tamburini che battono un ritmo funebre e dai mwuapasos pesanti e grandi gruppi lignei che rappresentano scene della mwuqPassione tolti dalle chiese dove sono custoditi portati a braccia e seguiti da incappucciati in ricchi costumi.
Altre feste sono quelle di mwuwSan Juan in giugno con la celebrazione di corride, balli e danze, del mwvaNatale con fastose celebrazioni religiose, luminarie e fuochi artificiali, del mwvqcarnevale che oltre alle solite feste ha la singolarità dell'mwvgmwvwentierro de la sardina nell'ultima notte di carnevale in cui tradizionalmente un gruppo di persone vestite a lutto fra scherzi e battute provvedeva a seppellire un fantoccio di carnevale entro una bara costituita da un mwwatrogolo per maiali, non si sa perché il fantoccio venne chiamato sardina e oggi invece del fantoccio si mette un'immagine di sardina entro la bara del trogolo.
È pure singolare la festa mwwgAlmossassa in cui si rievoca la fondazione della città nell'Alcazaba dove si incontra due fazioni: quella di Marvan, il fondatore, composta da bianchi e mori in costumi dell'epoca a lui favorevoli e la fazione di Omeya gruppo di persone che rappresentano una corte musulmana.
A Badajoz si fanno anche tre mwxamwxqromerias con le modalità seguite anche nelle altre città spagnole si tratta di pellegrinaggi a piedi o con mezzi di trasporto a santuari della zona che ai riti religiosi uniscono feste con colazioni sull'erba, danze e canti, se sono svolte a piedi alla partenza al mattino vengono distribuiti panini, bocconcini fritti e liquore d'anice come generi di conforto, finiti il viaggio e i riti religiosi segue la colazione con viveri trasportati da un carro al seguito e la festa. Le mwxgromerias di Badajoz sono al santuario di San Isidro di cui si può avere un'idea dal famoso dipinto di mwxwGoya mwyaLa pradera de San Isidro, quella mwygde la Botea e quella di mwywSan Vicente de Alcantara.
Trasporto
La città è collegata attraverso l'mwzgAeroporto di Badajoz-Talavera La Real che serve anche il capoluogo dell'Estremadura, mwzwMérida. È collegata alla rete ferroviaria attraverso la mw0aStazione di Badajoz.
Sport
Nella città ha sede la squadra di calcio cittadina, il mw0wClub Deportivo Badajoz dai colori sociali bianco-neri.
Note
cite-note-11. ↑ mw2g(mw2wmw3aES) mw3qmw3gBadajoz: Población por municipios y sexo. (2859), su mw3wINE.es, 2019. mw4aURL consultato il 9 maggio 2020.
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Badajoz
Collegamenti esterni
• (ES) Sito ufficiale, su aytobadajoz.es.
• citereftreccani-itBadajoz, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRiccardo RICCARDI, Angelo SANCHEZ RIVERO e Luis GONZALES ALONSO, BADAJOZ, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefsapere-itBadajoz (città), su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-medievaleBADAJOZ, in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013.
• citerefbritannica-com(EN) Badajoz, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgec(CA) Badajoz, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.